Colosseo, Roma(foto di Susanna Ippolito).

 

Il Colosseo è il monumento più famoso del mondo, visitato ogni giorno da migliaia di turisti provenienti da ogni angolo del globo. Ma qual è il motivo di tanta meritatissima fama?
Le ragioni sono numerose, a partire dal semplice fatto che il Colosseo è a tutti gli effetti il simbolo di Roma. Per le lotte tra gladiatori, per il famoso pollice verso (che in realtà sembrerebbe essere un fake news antesignana), per il trono su cui si sono succeduti gli imperatori, per le naumachie, le famose battaglie navali che prevedevano l’inondamento del Colosseo. Non solo, poiché questo monumento è famoso anche per le lotte tra belve, per le rappresentanti teatrali e per le esecuzioni pubbliche. Ma soprattutto è famoso per il suo nome, l’Anfiteatro Flavio, con l’appellativo Colosseo che gli fu attribuito in seguito per la presenza del colosso che Nerone fece erigere proprio davanti a dove ora sorge il complesso; il nome di Flavio è un tributo alla dinastia che lo costruì, la dinastia dei Flavi.
Infine c’è un’ultima ragione per spiegare la fama di questo monumento, ovvero la sua forma. Un’ellisse perfetta ma irregolare a causa dei crolli che gli hanno fatto assumere la forma attuale, dovuti al terreno su cui poggia la struttura. Il crollo in sé è conseguenza di un catastrofico terremoto, con epicentro nell’Appennino Centrale, che si verificò nel 1349. Il fatto che abbia ceduto solo parzialmente, acquisendo lo skyline “asimmetrico” che l’ha reso celebre in tutto il mondo, è invece dovuto al particolare tipo di sottosuolo su cui poggia. Sebbene non sia considerata una città ad alto rischio sismico, Roma può risentire dei terremoti più violenti generati anche a centinaia di chilometri di distanza, in quanto le onde sismiche, attraversando terreni poco compatti, possono subire un effetto di amplificazione. La parte meridionale del Colosseo, quella interessata dal crollo, insiste proprio su un sottosuolo molle, fatto di sedimenti fluviali: l’anfiteatro sorge infatti nell’avvallamento di un laghetto semiartificiale che, alimentato da un antico affluente del Tevere, era posto al centro dei giardini della Domus Aurea di Nerone.La parte settentrionale poggia invece su un terreno di rocce vulcaniche ben più solido, e difatti qui l’edificio è rimasto praticamente intatto. Altri danni furono prodotti dai terremoti del 442, 484, 1231, 1255, 1349 e 1703.
Rocce vulcaniche? E da dove vengono? Dai vicini Colli Albani che con le loro colate laviche hanno invaso la città di Roma e da cui vengono i famosi sampietrini che tappezzano le strade della capitale.
Alla fine però per quante possano essere le ragioni che lo hanno reso famoso, ogni volta si resta incantati davanti a tanta bellezza che ci guarda da quasi duemila anni.

 

Susanna Ippolito

Bibliografia
Focus, mese giugno 2019

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