Didascalia per la foto: Resti della rocca dell’antica città di Monterano con veduta sugli archi dell’acquedotto, foto di Susanna Ippolito.

A pochi passi dalla Capitale, nella cuore della Tuscia, tra i Monti della Tolfa e il distretto vulcanico dei Monti Sabatini, sorge il comune di Canale Monterano; l’evoluzione contemporanea di quel tesoro archeologico e geologico immerso nel verde che è l’antica città di Monterano. La presenza del vulcanismo[1] in quest’area ha favorito la fondazione della città, complice la possibilità di coltivare i terreni circostanti, eccezionalmente fertili: una particolarità visibile ancora oggi all’interno del cortile della chiesa di San Bonaventura, dove resiste un antico albero di fichi, già “set” di alcune scene del film “Il marchese del grillo” con Alberto Sordi. Fondamentale anche la presenza della roccia per eccellenza del centro Italia, il tufo,  nel quale gli Etruschi scavavano luoghi di sepoltura, con testimonianze visibili ancora oggi. Monterano è un tesoro che ha visto i suoi albori già durante l’ultima età del Bronzo, passando per Etruschi, Romani, e arrivando fino a dopo il medioevo con Gian Lorenzo Bernini che ne ha esaltato la bellezza dando vita alla fontana centrale e adornando le mura della rocca con un leone. La storia geologica di Monterano però, è tanto affascinante quanto quella archeologica e storica. Perché con uno sguardo più attento ci si può accorgere che oltre alla mano dell’uomo, intorno a questa città l’ha fatta da padrona madre natura. Partendo da uno sguardo globale si può notare come l’urbe monteranese sia stata ricavata dal tufo che ha ricoperto interamente la zona a seguito dell’esplosione del vulcano Sabatino, avvenuta circa 40.000 anni fa. Una volta solidificato, il tufo ricoprì tutto il paesaggio circostante, creando un’area piatta e senza rilievi;solo il passare del tempo e l’azione delle acque hanno dato vita al paesaggio che è possibile vedere oggi. Bisogna sottolineare che l’acqua, in questa storia, gioca un ruolo da protagonista: il fiume Mignone, uno dei corsi d’acqua più importante del Lazio,  ha scavato canali profondi nel tufo, chiamati “forre”, che hanno eroso l’area pianeggiante. Alcune  di queste forre ora risultano asciutte e ricoperte da una fitta boscaglia, altre invece sono ancora attraversate dall’acqua di uno degli affluenti del Mignone, il Biscione. L’acqua nella riserva di Monterano ha inoltre un ruolo dominante ancora nel 2019: all’ingresso del sito, dopo una ripida scaletta (questa, invece, opera dell’uomo), ci si trova davanti ad una spettacolare cascata, la cascata di Diosilla, termine naturale del Biscione. Alla base della cascata si vede anche una piccola sorgente di acqua solforosa, segno evidente di un’attività tardo magmatica che interessa tutta la zona. Costeggiando il fosso del Biscione fino alla sua confluenza con il Mignone, poco più a valle si incontra un’area recintata con una piccola ma significativa sorgente termominerale ad alto contenuto di gas.

La ghost town di Monterano, tutt’altro che nota al turismo di massa, è un crocevia di storia, archeologia, geologia e natura; il classico tesoro dietro l’angolo di casa che si ignora di avere; ma che, senza dubbio, merita una visita, non fosse altro per la bellezza e la possibilità di conoscenza che, seppur disabitata, questa antica città, cuore pulsante di un Lazio che non c’è più, dona ancora oggi.

Susanna Ippolito

 

Bibliografia

Della Seta M.,  Del Monte M.,  Marini R., Caratteristiche geomorfologiche dell’area della Riserva Naturale di Monterano(Lazio Settentrionale), pp 43-54 , Geologia Romana (2006).

Mogliazza F., Pintus G., Stoppa L., Piro M,. Lustri L. & Granito V.M. (2005) “Le miniere della Riserva Naturale Monterano”. Speleo Club Roma.

Montelucci G. (1977) “Note preliminari sulla flora e sulla vegetazione delle cerrete di Manziana e di Canale Monterano”. Quad. Acc. Naz. Lincei, Anno CCCLCCIV, n. 227, pp51-75.

Verucci P. &Orlandini R. (2006) “Primi contributi alla conoscenza del territorio della Riserva Naturale Monterano”. Quad. RNR Monterano, pp273-287.

 

[1] Con il termine vulcanismo si intende qualsiasi evento di risalita in superficie di materiale allo stato fuso, spesso accompagnato da gas e solidi, attraverso spaccature della crosta terreste note come vulcani.

 

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