Geyser centrale della Caldara di Manziana (foto si S. Ippolito)

 

Torniamo a far visita ai monti Sabatini nel cuore del Lazio. Questa volta ci spostiamo in un luogo dall’aspetto lunare, fermo nel tempo: un luogo che ricorda un bosco delle fate, ovvero il monumento naturale detto Caldara di Manziana. La caldara occupa una depressione circolare (una caldera) testimonianza attuale della antica presenza del Vulcano Sabatino che 600mila anni fa occupava tutta la fossa tettonica compresa fra i Monti della Tolfa e il Monte Soratte. La zona centrale della caldara è occupata da una palude nella quale l’acqua gorgoglia in varie polle a seguito di emissioni gassose di anidride solforosa. La palude si è generata in quanto sul fondo della conca si è depositato nel tempo uno spesso strato di fanghi sulfurei di colore bianco/giallo che trattengono le acque piovane. Tuttavia, nonostante il luogo inospitale, proprio in questa zona nella parte più esterna del bordo del cratere, su un terreno argilloso, è presente un boschetto di betulle bianche (Betula pendula). La presenza di questa specie, tipica dei territori nordici con clima freddo, risulta piuttosto particolare a queste latitudini ed a soli 250 m di altitudine. Sull’origine di questo boschetto ci sono almeno due ipotesi: la prima vuole che le condizioni locali della caldara con il suo acquitrino, abbiano creato un microclima favorevole alla sopravvivenza della betulla, residuo di un periodo post-glaciazione. Una seconda ipotesi è che il boschetto sia di origine artificiale, piantato alcuni secoli fa nella zona, e sopravvissuto grazie alle condizioni climatiche locali. Ma la vera meraviglia di questo posto si nasconde nella parte centrale, dove è presente un geyser di notevoli dimensioni, testimonianza post-magmatica dell’ormai estinta attività del vulcanismo legato ai monti Sabatini. Il più grande di questi geyser è poi circondato da fenomeni più piccoli noti anche come “polle gorgoglianti’’. Curiosità: qui l’acqua non raggiunge le temperature elevate che ci si aspetterebbe di trovare, come accade in Canada a Yellowstone, ma sgorga a poco più di 20°C. I motivi? Il vulcanismo in questa zona va estinguendosi, anche se resta comunque una delle zone del distretto sabatino con le maggiori emissioni di anidride solforosa. Inoltre, anche le dimensioni delle polle, seppur importanti, risultano notevolmente inferiori a quelle dei geyser nordamericani. Una passeggiata breve ma intensa a contatto con una natura primordiale, ma per chi avesse anche voglia di un piccolo angolo di archeologia poco lontano è presente il Casale delle Pietrische, risalente al 1600. Qui si trovano delle vasche vinarie scavate nella roccia, utilizzate nella produzione di vino già in età antica, di incerta attribuzione se etrusca o romana. Insomma un altro angolo di paradiso tutto da scoprire a due passi dalla capitale.

 

Susanna Ippolito

 

Bibliografia

De Rita D., Funicello R., Corda L., Sposato A. (1993) “Le unità vulcaniche del complesso sabatino”. CNR. Quaderni Ricerca Scientifica 33-78

Devoto G. , Lombardi G. , Ricerche ecologiche,floristiche e faunistiche nel comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate,  Roma 1977

Guida alla Natura di Manziana, Gli ambienti, gli itinerari, i servizi, Progetto cofinanziato dal programma Life+ dell’Unione Europea- coordinato dal Comune di Manziana

Picciurro C. (2000), “Monumento naturale della Caldara di Manziana”. Ed. Comune di Manziana

 

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