Panorama sui Fori Imperiali. (foto presa da https://pixabay.com/it/photos/roma-campidoglio-italia-2635491/ utilizzando la ricerca avanzata di Google per le immagini utilizzabili e condivisibili liberamente anche a scopo commerciale).

 

Nell’autunno del 2017 dalla cooperazione tra l’Istituto Danese a Roma e la Sovrintendenza Capitolina dei Beni Culturali nacque un nuovo progetto per il quale la fondazione Carlsberg decise di stanziare ben 1.500.000 (1.5 milioni) di euro. Esso prevedeva la ripresa dei lavori ai Fori imperiali, ed in particolare lo scopo era quello di completare gli scavi al foro di Cesare, unico tra i tanti visibile in tutta la sua lunghezza.

Il progetto sarebbe dovuto partire già dal 2017, anno in cui la stessa regina di Danimarca venne a Roma per prendere parte alla cerimonia di presentazione dell’iniziativa.

Purtroppo i lavori furono rimandati per diverso tempo, ma sembra che finalmente nel 2019 potranno iniziare, facendo così un ulteriore passo avanti nello studio di un’area che fu indagata archeologicamente per la prima volta ormai quasi un secolo fa.

La zona che va da Piazza Venezia al Colosseo, chiaramente, non è sempre stata come la vediamo oggi, ma ha subito nel tempo numerose variazioni fin da quando i Romani iniziarono a costruirvi. Inizialmente, nella valle in basso circondata dai colli, vi erano le aree di pubblico interesse, come fori, basiliche, curie e tutti i luoghi in cui era possibile riunirsi; la più antica costruzione oggi ancora presente è il Lapis Niger, una lastra di marmo nero considerata, fin dai tempi dei Romani, la tomba di Romolo.  Nelle zone più alte invece, in particolare sul Palatino, si estendevano le case dei grandi imperatori, dalla rustica casa di Augusto a quella monumentale di Nerone, che occupava tutta l’area fino allo spiazzo tempo dopo coperto dal Colosseo, il quale allora era una grande piscina artificiale. Questa divisione tra ciò che era a valle e sul colle era dovuta principalmente ad una questione di praticità, poiché Roma finiva spesso per allagarsi a causa del Tevere e dei suoi affluenti e le zone più alte rimanevano asciutte più facilmente.

Successivamente, durante il periodo medievale vi fu una vasta urbanizzazione fino a quando, dopo il ritorno del papa a Roma dall’esilio avignonese, divenne una gigantesca cava di marmi e pietre che portò alla scomparsa di numerosi monumenti. Nel XVII secolo la cava venne considerata esaurita e il saccheggio si concluse. Il primo cantiere archeologico vero e proprio, per quanto ancora si trattasse di uno scavo arbitrario (con lo scopo non di studiare periodo per periodo la stratificazione del terreno, ma solo di tirar fuori i grandi monumenti) fu messo in atto nel 1788 dal nobile svedese von Fredenheim. La reale collocazione ed estensione dell’area dei fori venne però chiarita solo nel XIX secolo, durante lo scavo diretto da Carlo Fea. Ma la vera svolta negli studi si ebbe tra il 1871 e il 1905, quando Giacomo Boni prese in mano la direzione dei lavori. Sotto la sua guida venne messa in luce tutta la parte dei fori attualmente visibile e si passò da un metodo arbitrario ad uno stratigrafico (Ovvero non volto a trovare ciò che si cerca, ma a cercare ciò che si trova studiando il terreno in ogni suo centimetro) . Dopo di lui vennero condotti alcuni saggi in varie zone, ma non vi furono più grandi interventi, e anche quello che a quanto pare prenderà il via nel 2019 non sarà uno scavo su tutta la vasta area dei fori, ma solo sul foro di Cesare con lo scopo di mettere in luce in tutta la sua estensione un foro il cui solo acquisto del terreno costò ben 60 milioni di sesterzi, usciti direttamente dalle tasche di Cesare. I lavori per la sua costruzione ebbero inizio nel 54 a.C. e nel 46, prima della battaglia di Farsalo, fu dedicato; ma è probabile che la sua costruzione terminò realmente solo sotto Ottaviano. L’utilizzo principale era legato all’attività giudiziaria; lungo i portici vi erano il tempio di Venere Genitrice e diverse tabernae, mentre al centro si innalzava una statua equestre di Cesare in bronzo dorato. Questo non fu che il primo dei numerosi fori creati da gran parte degli imperatori che si succedettero da quel momento in poi.

 

Carolina Andreoli 

 

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