Un gruppo di viaggiatori condivide il pane; Livre du roi Modus et de la reine Ratio, XIV secolo (foto presa da Wikipedia utilizzando la ricerca avanzata di Google per le immagini utilizzabili e condivisibili liberamente anche a scopo commerciale).

 

La vita dell’uomo medievale era scandita dal tempo, che con l’alternarsi del giorno e della notte segnava l’inizio e il termine delle attività quotidiane. Questo ciclo perfetto veniva considerato immagine perfetta di Dio, cui filosofi come Tommaso d’ Aquino cercarono di dare delle risposte esponendo le loro teorie. La Chiesa come rappresentante della divinità, aveva il compito di definire attraverso la liturgia e le preghiere lo scandire del tempo e il suono delle campane delle diverse chiese segnalavano all’uomo medievale la suddivisione della giornata tra i due angelus.

Le ore venivano ancora contate seguendo la tradizione di età romana con le consuete dodici ore di giorno e dodici ore di notte. Il contadino medievale si svegliava prima dell’alba al suono delle campane o ascoltando il canto del gallo. Dopo la preghiera e il segno della croce indossava i vestiti, e seguiva un’abluzione veloce, così da poter iniziare il lavoro nei campi[1]. La diversa tipologia delle vesti indicava il ceto di appartenenza, e dal XIII sec. in poi si hanno vere e proprie disposizioni. I tessuti più utilizzati erano di lino e di lana, mentre la seta, considerata un bene di lusso, veniva importata direttamente dall’Oriente. Per gli uomini meno abbienti la tunica rappresentava l’essenziale dell’abbigliamento maschile. Essa arrivava a coprire le ginocchia e al disotto di questa veniva indossata una camicia della stessa lunghezza. Le gambe venivano coperte da calzettoni o calze molto aderenti e per poter al meglio camminare venivano indossate scarpe costituite da un unico pezzo di cuoio che veniva cucito solamente nella parte superiore. I più abbienti inoltre erano soliti coprirsi con un mantello, che attraverso una fibula veniva allacciato in alto e attraverso l’uso di una cintura era possibile fissarlo in vita.

Per le donne era consuetudine vestirsi con una sottoveste lunga e una sopravveste caratterizzata da ampie maniche, entrambe della stessa lunghezza. Parte integrante dell’abbigliamento femminile erano i fazzoletti o veli, che soprattutto le donne sposate utilizzavano per coprirsi il capo[2].

L’alimentazione era basata principalmente sul consumo di cereali dai quali si creava il pane e la birra. Usati erano anche il farro, l’orzo, l’avena e il frumento, anche se la segale diventò il cereale più diffuso. Nelle tavole medievali si trovavano diversi formaggi e verdure come il sedano, le rape e le zucche. Inoltre, importante era il consumo di frutta come mele, ciliegie, pere, ma anche di noci. Come dolcificante per i cibi era utilizzato il miele.

La carne era consumata principalmente dai ceti più elevati e veniva consumata per avvenimenti importanti. Non essendoci strumenti capaci a refrigerarla, il bestiame veniva macellato dai contadini nel mese di novembre e la carne conservata in salamoia. Nelle campagne i contadini si servivano della forza motrice del bestiame per poter utilizzare l’aratro, che veniva fissata alla fronte o alle corna degli animali attraverso un giogo. Per poter utilizzare il maggior numero di bestie, nel corso dell medioevo era pratica utilizzare l’attacco in fila e non quello in linea[3].  Gli utensili e le stoviglie domestiche utilizzati quotidianamente erano prima del XIII sec. molto semplici e fabbricati principalmente in legno e in ceramica[4].

Con il calare della notte e la recita dei vespri venivano cessate ogni attività e i contadini, così come gli artigiani, tornavano a casa. In assenza di illuminazione elettrica si utilizzavano candele di sego o lampade alimentate ad olio. Nelle case dei nobili invece era consuetudine utilizzare candele di cera. La cena a differenza dei nobili è molto breve, poiché la mancanza di luce non permetteva di compiere lunghi ritrovi. Difatti con la compieta, verso le nove della sera, il focolare veniva coperto in modo tale da tenere solo qualche traccia di brace accesa utile per poter ravvivare il fuoco il giorno seguente.  Gli uomini medievali non badavano all’indossare una veste per passare la notte, ed era pratica diffusissima coricarsi completamente nudi e coprirsi con delle lenzuola o coperte[5].

 

Gabriele Spitaleri

 

[1] R. Delort, La vita quotidiana nel Medioevo, Lousanne 1972, pp. 48-51.

 

[2]  H. W. Goets, Vivere nel Medieovo. Famiglia, monastero, corte, città e campagna dal VII al XIII secolo, 1990, pp. 27-28.

 

[3] . Delort, La vita quotidiana nel Medioevo, Lousanne 1972, p. 109.

 

[4] H. W. Goets, Vivere nel Medieovo. Famiglia, monastero, corte, città e campagna dal VII al XIII secolo, 1990, pp. 25-26.

 

[5] R. Delort, La vita quotidiana nel Medioevo, Lousanne 1972, pp. 51-52.

 

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